Il diario

Dove vai se la mascherina ce l’hai?

Io e il mago G non vestiamo le nostre bambine con le mascherine di Carnevale. A meno che non ci sia un motivo dichiarato, che vada al di là del fatto puro che siamo nel periodo di Carnevale. Con ciò intendo dire che se ci invitano a una festa di Carnevale con i contro fiocchi, coriandoli, stelle filanti, frittelle e chiacchiere, allora sì, raccogliamo informazioni sui desideri delle piccole (solo A la grande in realtà ha un potere decisionale, A la piccola deve accontentarsi, per adesso, di quello che noi riteniamo sia meglio per lei) e troviamo una soluzione che accontenti tutti. Ma se usciamo per prendere una boccata d’aria e fare due passi in centro, non ci preoccupiamo del fatto che siano mascherate. Dico questo perchè stamattina, mentre facevamo il nostro giro in città approfittando del sole, abbiamo incontrato genitori che portavano a spasso bambini in maschera – a piedi, nel passeggino, in groppa – e ci siamo posti il problema: faremo male? facciamo loro mancare qualcosa? Nessuno di noi due ha memoria di essere mai stato travestito dai genitori per Carnevale, se non su esplicita richiesta. Da grandi, in età scolare avanzata, eravamo noi che dicidevamo il come e il quando, ma prima mai nessuno ci aveva detto "dai, vestiamoci, oggi dobbiamo andare a fare il nostro giro domenicale mascherati, siamo nel periodo di Carnevale". Eppure siamo persone a posto e con una soddisfacente inclinazione alla socializzazione e alla creatività. Comunque, alcuni trascurabili episodi di stamattina avvenuti dopo, ci hanno tolto ogni dubbio. Mentre camminavamo, una mamma grande e grossa con un bambino e una bambina per mano e un mega sacchetto di coriandoli appeso a un braccio, ci hanno puntato da lontano e ci sono venuti dritti incontro tutti ridanciani, per vomitarci addosso una bella manciata di coriandoli colorati. A la grande, aggrappata al predellino posteriore del passeggino e del tutto impreparata all’aggressione dei due coetanee multicolori, ha sputato coriandoli per i successivi cinquanta metri del corso senza neanche aver avuto il tempo di guardare in faccia gli aggressori. A la piccola, profondamente addormentata, si è fatta un bagno di carta colorata a tocchetti, con una particolare concentrazione degli stessi sugli occhi e dentro la cuffia. Poco più avanti, in piazza, un fiero papà faceva una foto alle due figliolette mascherate e issate sulla panchina di pietra, con la mamma al suo fianco che lo esortava a fare in fretta perchè una delle due bambine stava morendo di freddo nel suo vestitino di tulle misto acrilico di un azzurro lucido, colore carta di cioccolatino. Una bellissima principessina che, contravvenendo al copione, avrebbe probabilmente preferito essere vestita da piccolo yeti, per indossare un caldo cappotto di lana bianca e un bel paio di mon boot con anche il pelo dentro. Per il resto nessun segno di festa e nemmeno profumo di frittelle nell’aria, tanti coriandoli per terra e la città vuota della domenica mattina presto quando fa freddo. Probabilmente oggi pomeriggio la città si animerà e i bimbi vestiti con le loro mascherine saranno molti di più e tutti insieme, quindi incontrarli per strada farà un effetto diverso. Dal giro e dagli incontri di questa mattina ho tratto tre conclusioni e una domanda:

la prima conclusione è che è un vero peccato che da noi Carnevale cada quando fa ancora molto freddo la seconda conclusione è che A la grande ha avuto la sua bellissima festa di Carnevale all’asilo dove le maestre hanno inscenato per i loro bambini la recita della carica dei 101, mentre i piccoli erano tanti cuccioli di dalmata a con il faccino dipinto e i vestitini a chiazze nere e si sono sfondati tutti insieme di chiacchiere, frittelle, bibite e coriandoli in mezzo a un casino pazzesco la terza conclusione è che da venerdì pomeriggio A la grande ci fa guardare a ciclo continuo la carica dei 101 e canta a squarcia gola ininterrottamente "Crudelia Demon può fare paura persino a un leon" improvvisando passi di danza sinuosi con lo sguardo tra il demoniaco e l’ammaliante (quindi abbiamo già avuto le nostre soddisfazioni da questo Carnevale e non ne vogliamo delle altre) la domanda è: dove andavano quei bambini stamattina, c’era una festa in maschera che ci è sfuggita?

venerdì 27 febbraio 2009 Carlo ha scritto:

Mi sono fatto proprio una bella rista. Bell’articolo! Noi siamo andati a Vigevano… e la nostra impressione è stata… branco di piccoli lupacchiotti intenti a utilizzare le bombolette spara stelle filanti… è sembrata più una guerra che una festa… e piccola punta polemica… mi sembra che molti genitori ne hanno approfittato per lasciarli a brilia sciolta Indimenticabili simpaticissimi orsetti, cagnolini, panda e tigrotti, api e coccinelle addormentate nelle loro culle… inconsapevoli di tutto e di tutti.

venerdì 27 febbraio 2009 Mamma ha scritto: Comunque adesso guardo con occhio attento tra i saldi dei vestiti di Carnevale in giro per i negozi della città. Per il fai-da-te sono troppo pigra. Se sono fortunata l’anno prossimo potrei anche arrivare preparata a Carnevale, con bei vestiti nuovi di zecca per le mie bambine, collezione 2009. Pazienza, non siamo una famiglia che sta al passo con le collezioni. Abbiamo sempre le cose della collezione precdente, dal trio della Chicco alle giacchette. A noi le collezioni ci fanno un baffo.

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