Garlasco: «Buona da bere»

In piazza Repubblica, dalle 10 a mezzogiorno, tutte le informazioni utili per convincersi che «cambiare abitudini si può e si deve».

È sicura, buona, amica dell’ambiente e costa al litro 400 volte meno della minerale. Insomma: l’acqua del rubinetto «imbrocchiamola», come recita lo slogan scelto dall’assessorato all’Ecologia e Legambiente per la Giornata mondiale dell’acqua prevista per oggi. In piazza Repubblica, dalle 10 a mezzogiorno, tutte le informazioni utili per convincersi che «cambiare abitudini si può e si deve», spiegava ieri Massimo Bertani, assessore all’Ambiente, presente oggi in piazza. «Da un lato – ha precisato anticipando il senso dell’iniziativa – dovremmo imparare a utilizzare l’acqua cominciando a considerarla un bene prezioso, dunque a evitare i piccoli grandi sprechi quotidiani». Come raccogliere l’acqua piovana per innaffiare il giardino, preferire la doccia alla vasca da bagno fino a chiudere il rubinetto se non serve. Dall’altro «ci sono le virtù dell’acqua “del sindaco”, come Legambiente chiama l’acqua dell’acquedotto, rispetto alle minerali acquistate in negozio: costa molto meno, non produce rifiuti ed è buona». Eppure, numeri alla mano, se è di questi giorni il dossier di Legambiente e Altreconomia sul primato europeo dell’Italia in fatto di consumi di acque in bottiglia, anche Garlasco non fa eccezione. Secondo le stime rese note dall’Ufficio ecologia di piazza Piccola, a testa vanno circa 210 litri annui di acqua minerale, cioè 140 bottiglie procapite che moltiplicate per il numero dei residenti salgono a 1 milione e 372mila contenitori. Tradotto in soldoni, ogni garlaschese spende mediamente 42 euro l’anno, 168 una famiglia di quattro persone. «Perché farlo – la riflessione di Bertani – se a Garlasco l’acqua del rubinetto è buona non essendo clorata, è soggetta a rigorosi controlli mensili e oltre 400 volte più economica di quella del negozio?». È la bolletta dei consumi idrici a dire di più in proposito: un litro di acqua del rubinetto costa 0,00045 euro contro gli 0,20 centesimi pagati per una bottiglia di minerale tra le meno care. «Anche i danni ambientali vanno messi in conto – ha poi aggiunto Bertani – La bottiglia è un rifiuto da smaltire e un prodotto da trasportare, produce ripercussioni sull’ambiente e ulteriori investimenti di risorse economiche». Oggi, a fare da scenografia al punto informativo, ci sono i cartelloni tematici realizzati dalle medie Duca degli Abruzzi, già coinvolte nella giornata di studio «Acqua, bene primario» del 12 marzo scorso. Presenti in quella sede l’assessore provinciale all’Ambiente Ruggero Invernizzi, Annalisa Alberici (sede territoriale di Pavia di Regione Lombardia), Rossella Recenti (Asl di Vigevano), Clelia Boesi (Direzione generale Qualità dell’ambiente Regione Lombardia), Lorenzo Ferrandini (Asm Vigevano Lomellina), il Gruppo di acquisto solidale di Pavia e Claudio Zaninotto. Simona Bombonato

 

(fonte: la Provincia Pavese del 22 marzo 2009)

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